Rugby, l’Italia non dice addio ai suoi senatori

Chiusa la surreale esperienza giapponese con lo “storico” pareggio con gli All Blacks che però non conta ai fini del ranking (confermato il 12° posto), l’Italia non dice l’addio ai suoi tre “senatori”. Anzi. Parisse, Ghiraldini e Zanni con ogni probabilità faranno parte del gruppo che a gennaio preparerà il prossimo Sei Nazioni.

Per il capitano si prepara un futuro importante da dirigente in azzurro. Dovrebbe esserci anche O’Shea, come da contratto: Eddie Jones costa troppo. Franco Ascione, responsabile dell’area tecnica Fir, è andato in Nuova Zelanda a trovare Wayne Smith: che non sarà il nuovo ct, ma continuerà a collaborare con la Nazionale. Possibile comunque l’arrivo di un kiwi, Cotter. Nel futuro prossimo ci sono 2 nuovi “italiani” nati e cresciuti all’estero: Ioane, Herbst.

Ghiraldini e una proposta tra le lacrime

“Visto che hai fatto tanti sacrifici per essere qui e alla fine non hai giocato neppure un minuto, perché non disputi ancora un Sei Nazioni prima di chiudere con la maglia azzurra?”. Carlo Checchinato, dirigente Fir, si è rivolto così a Leonardo Ghiraldini: è successo l’altro giorno sul prato dei Toyota Verblitz, dove l’Italia ha preparato la partita-fantasma con gli All Blacks e il tallonatore ha saputo – scoppiando in lacrime – che il suo ultimo incontro con la Nazionale era saltato. Ghiraldini potrebbe rinviare di qualche mese l’addio, presentandosi a gennaio al primo raduno in vista del torneo che quest’anno ha in calendario 2 partite all’Olimpico per l’Italia (Scozia, Inghilterra) e 3 trasferte.

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