Quando moriamo non siamo ancora del tutto morti per un anno

Il nostro corpo continua a ‘vivere’ dopo la morte per ancora un anno circa, questo è quanto hanno scoperto gli scienziati direttamente nella segreta ‘fattoria dei corpi’ che si trova in Australia. Vediamo insieme cosa significa, come lo hanno scoperto, quali sono le conseguenze di queste nuove informazioni sul post mortem e cos’è la ‘fattoria dei corpi’.

La ricercatrice Alyson Wilson ha studiato per più di 17 mesi il comportamento dei cadaveri fotografandone ogni movimento e sfruttando il time-lapse e ha scoperto che, in realtà, quando moriamo non risposiamo esattamente ‘in pace’, ma il nostro corpo continua a ‘vivere’. In un caso specifico, addirittura, le braccia di una persona deceduta da che erano conserte si sono spostate lungo il corpo. Ma come è possibile? Continua a leggere “Quando moriamo non siamo ancora del tutto morti per un anno”

Ideato un elettrodo che stimola il nervo ottico

Può inviare informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. Il funzionamento della nuova tecnologia, sviluppata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal Politecnico federale di Losanna è stato testato con successo sui conigli.

 ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico federale di Losanna (Epfl) hanno sviluppato OpticSeline, uno speciale elettrodo che in futuro potrebbe aiutare i non vedenti a svolgere le attività quotidiane: una volta inserito all’interno del nervo ottico, è in grado di stimolarlo inviando informazioni visive direttamente al cervello, senza passare per l’occhio. I risultati dei primi test, condotti con successo sui conigli, sono stati pubblicati sulle pagine della rivista di settore Nature Biomedical Engineering e potrebbero portare presto a una sperimentazione sull’uomo. “Da un punto di vista puramente tecnologico, potremmo iniziare i test clinici anche domaniâ€�, dichiara Diego Ghezzi, professore di neuroingegneria presso il Politecnico federale di Losanna.

Un valido supporto per i non vedenti

La versione di OpticSeline utilizzata per condurre i test sui conigli è composta da un fascio di 12 elettrodi molto sottili. Quella destinata all’uomo, invece, potrebbe contenerne fino a 60: si tratta di un numero troppo limitato per restituire completamente la vista ai non vedenti, ma sufficiente a fornire loro un valido aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane. “Crediamo che la stimolazione intraneurale possa essere una valida soluzione per molti dispositivi neuroprostetici mirati al recupero della funzione sensoriale e motoria”, dichiara Silvestro Micera, ricercatore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa. In passato questa tecnologia è già stata impiegata con buoni risultati nelle mani artificiali destinate ai pazienti amputati.

CONTINUA SU TG24.SKY.IT
Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay 


Source: PeopleForPlanet