Quanti attivisti vengono uccisi ogni settimana per aver difeso il Pianeta

Difendere il pianeta è diventata un’attività pericolosa: il rapporto annuale della ONG Global Witness ha rivelato quante persone vengono uccise ogni settimana in tutto il mondo per aver protetto la Terra.

L’ONG ha raccolto, oltre ai dati su omicidi, anche quelli su intimidazioni e attacchi messi in atto in modo insidioso da governi e multinazionali verso gli attivisti ambientali. Continua a leggere “Quanti attivisti vengono uccisi ogni settimana per aver difeso il Pianeta”

Trump vuole comprare la Groenlandia

Comprare la Groenlandia «per gli Stati Uniti sarebbe bello strategicamente». Sembra una battuta ma non lo è, il presidente americano Donald Trump ha confermato il suo interesse per l’acquisto del territorio autonomo danese della Groenlandia: «Sarebbe in sostanza un grande affare immobiliare». L’interesse era trapelato venerdì scorso, quando da un’indiscrezione del Wall Street Journal aveva riferito che Trump si era informato «ripetutamente» con i suoi collaboratori – anche se «con vari gradi di serietà» – sulla possibilità che gli Usa acquistino l’isola. Tanto era bastato perché, sempre venerdì, con una dichiarazione ufficiale il governo danese commentasse: «La Groenlandia non è in vendita». La premier Mette Frederiksen ha definito «assurdo» l’interesse del presidente americano: «La Groenlandia non è danese. La Groenlandia appartiene alla Groenlandia», ha spiegato Frederiksen al quotidiano Sermitsiaq. «Spero vivamente che non faccia sul serio». 

L’operazione prospettata dalla Casa Bianca richiama alla memoria la vicenda dell’Alaska, che nel 1867 gli Usa acquistarono dalla Russia. La Groenlandia è un’isola situata nell’emisfero boreale per tre quarti il suo territorio si trova a nord del Circolo Polare Artico. Di notevoli dimensioni (è la seconda isola più grande del mondo, subito dopo l’Australia) la Groenlandia è vista come una risorsa per il futuro: dallo sfruttamento delle sue ricchezze ittiche e minerarie a quello di terra abitabile nel caso si realizzassero i più estremi scenari legati ai cambiamenti climatici, sono molti gli aspetti che la rendono appetibile agli occhi delle potenze mondiali. 

Intanto in Groenlandia prosegue un’estate con temperature record fino a 22 gradi, con risvolti sull’ambiente disastroso quanto inattesi: 12 miliardi di tonnellate d’acqua riversate in mare in un solo giorno a seguito dello scioglimento dei ghiacciai. Le immagini aeree trasmesse dai media sulle condizioni dell’area intorno al paese di Kangerlussuaq sono impressionanti, nel solo mese di luglio (il più caldo dal 2012) si sono riversate nell’oceano 197 miliardi di tonnellate d’acqua. 

Il 2 agosto, a 3200 metri, nel cuore della Groenlandia, nel punto più alto della calotta glaciale dell’isola nella stazione chiamata Summit, si sono registrati 4.7 gradi centigradi. Un record assoluto che ha stracciato quello precedente di 2.7 gradi, rilevato addirittura il giorno prima, l’1 agosto. Per meglio comprendere la rapidità del fenomeno, basta pensare che, tra l’1 e il 2 agosto, nelle acque intorno alla Groenlandia, a causa della fusione dei ghiacci, si è riversata una quantità di acqua sufficiente a coprire l’intera Florida: 10 miliardi di tonnellate.

I 10 miliardi di tonnellate d’acqua hanno contribuito ad alzare il livello dei mari di circa 0.5 millimetri, un dettaglio tutt’altro che trascurabile se sommato all’innalzamento medio annuale di circa 3.2 millimetri. Tutto ciò comporta una maggiore probabilità di inondazione di zone costiere in occasione di tempeste ed uragani e i primi a scontarne i rischi sono ovviamente gli abitanti della Groenlandia, che già nel 2017 avevano dovuto subire uno tsunami per via di un terremoto di magnitudo 4 che causò morti, feriti e i dispersi in numero ingente, specie se rapportato alla bassissima densità del territorio. La popolazione sull’isola, pari a circa 57.000 abitanti, vive prevalentemente lungo i fiordi della costa sud-occidentale ed è composta per la stragrande maggioranza da inuit, noti anche come eschimesi. Date le condizioni climatiche e idrogeologiche del suolo, in Groenlandia la maggior parte delle case sono poco più che dei prefabbricati senza fondamenta e poco basta perché il suolo venga dilavato e tutto venga distrutto. Durante lo tsunami, il centro abitato più colpito fu Nuugaatsiaq, a soli 230 metri sul mare, a 4 chilometri da esso. Niente a che vedere con le Golden Tower a cui ci ha abituati Trump, che per il momento scherza via Twitter: «Prometto, non costruirò grattacieli in Groenlandia».


Source: PeopleForPlanet