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Visualizzazione dei post da Settembre, 2020

Il Fuoco di Ruota della Grande Piramide

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C’è propensione che la piramide di Cheope della piana di Giza d’Egitto, col suo intero complesso, costituisca un ideale modello di una prodigiosa macchina energetica rivolta ad una probabile rigenerazione vitale di natura metafisica. Infatti il suo scopo era di costituire il sacello tombale del faraone Cheope per renderlo immortale, anche se in effetti non si è mai trovato alcuna prova in merito, nel sarcofago della Camera cosiddetta del Re posta in sede della torre dello Zed. Dunque se la piramide è una ipotetica “macchina” deve pur rientrare in una concezione che possa essere formulata in termini matematici e naturalmente essere intravista con l’ausilio di una ipotetica geometria. Oltre a tutto ciò non si può trascurare il fatto che la piramide non è stata mai posta in relazione con una barca trovata in una fossa sul lato sud di essa dagli archeologi nel 1954. Racchiusa in una camera ermeticamente sigillata, la barca era scomposta in 1224 pezzi, il cui legno si è conservato intatto

I “Tre giorni di buio” inatteso tempo dell’alchimia e dell’occulto?

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«Solve et coagula» nell’Atalanta fugiens di Michael Majer Se non fosse per i quattro cardini su cui, Michael Maier, medico, alchimista e musicista tedesco (1568-1629) 1 , poggia la sua opera di alchimia, Atalanta fugiens, la musica, la parola, le immagini, essa non avrebbe avuto tanta presa sugli studiosi di alchimia e non solo, per la sua originale attrattività, per la sua geniale completezza, che la rende unica nel suo genere. A cominciare dallo spunto dell’autore nel realizzare un difficile legame di un mito, come quello di Atalanta 2 che fugge inseguita e infine sopravanzata, simile ai sogni che si dissolvono ad ogni alba. Ecco come si presenta al lettore l’idea metafisica dell’alchimia, racchiusa in due concezioni contrarie disposte su un cardine incomprensibile, solve et coagula , due movimenti contrari che l’alchimista esorcizza intenzionalmente nella materia. Cioè sciogli il solido e solidifica il liquido. Tutto ciò che appartiene alle nostre abitudini che sembrano stabili e

L’economia delle finestre rotte e del PIL non serve per il mondo post Covid-19

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Foto di Bela Geletneky da Pixabay Appello di 100 economisti ai governi Ue e Ocse: è urgente abbandonare un’economia che si alimenta producendo danni. Oggi è stato inviato ai presidenti della Commissione europea e del parlamento europeo, ai primi ministri degli Stati membri dell’Ue, ai presidenti di Usa e Russia e ai primi ministri degli altri Stati Ocse un appello sottoscritto da quasi 100 economisti di diversi Paesi del mondo che chiedono che la crisi generata dalla pandemia di Covid-19 sia l’occasione per riorientare l’economia. Per i 100 economisti «E’ sempre più urgente abbandonare un sistema fondato sulla produzione di beni che diventano in fretta rifiuti per andare verso un’economia a basse emissioni e che metta meno a rischio l’umanità. Soprattutto oggi è possibile un cambio di rotta per uscire dalla fallacia della finestra rotta (Bastiat 1850) e sostenere con efficacia i bisogni e il benessere. Occorre ristrutturare l’economia e uscire dall’ossessione del PIL come unico in